INTRODUZIONE 💛
Ti sei stancato di andare a comprare il vino al supermercato? semplicemente vorresti impare qualcosa di più sul percorso che fa ogni acino per poter diventare vino? O magari possiedi un terreno e ne vorresti fare un vigneto? Perfetto ti trovi nel blog giusto! Cookfarm ama scoprire anche le bevande legate alla tradizione campagnola. Immergiti comodamente nella lettura di questo articolo. Iniziamo subito!
1) COME CREARE UN VIGNETO?💛
Creare un piccolo vigneto domestico è un progetto affascinante che unisce giardinaggio e tradizione. Non serve avere un feudo in Toscana; basta un angolo di giardino ben esposto o persino un ampio terrazzo.
Ecco i passaggi fondamentali per trasformarti in un “vignaiolo urbano”.
• Scelta del Luogo e del Terreno
La vite è una pianta resistente, ma ha le sue preferenze:
– Esposizione: Il sole è fondamentale. Scegli un punto rivolto a Sud o Sud-Ovest. La pianta ha bisogno di almeno 6-8 ore di luce diretta per far maturare gli zuccheri nell’uva.
– Drenaggio: La vite odia i “piedi bagnati”. Il terreno deve essere ben drenante. Se coltivi in vaso, assicurati che sia molto profondo (almeno 50-60 cm).
• Quale Varietà Piantare?
Se sei alle prime armi, ti consiglio le varietà resistenti (spesso chiamate vitigni PIWI), che richiedono pochissimi trattamenti contro le malattie fungine.
• Messa a Dimora (Il momento di piantare)
Il periodo migliore è tra fine inverno e inizio primavera (febbraio-marzo), prima che spuntino le gemme.
– Scavo: Scava una buca profonda circa 50 cm.
– Concimazione: Aggiungi un po’ di letame maturo o compost sul fondo, coprendolo con un velo di terra per non bruciare le radici.
– Impianto: Inserisci la barbatella (la piantina di vite) lasciando il punto di innesto a circa 5-10 cm sopra il livello del suolo.
• Struttura di Sostegno
La vite è una rampicante e ha bisogno di una “guida”. Puoi optare per:
– Pergola: Perfetta se vuoi creare ombra in cortile.
– Filare semplice: Due pali con dei fili di ferro tesi tra loro.
– Grigliato: Ideale se coltivi in vaso su un balcone.
• Manutenzione e Potatura invernale
Si fa tra gennaio e febbraio, quando la pianta è a riposo (senza foglie). L’obiettivo è decidere quanta uva produrrà la pianta.
Due metodi semplici per principianti:
– Cordone Speronato: Lasci un braccio orizzontale fisso e tagli i rametti verticali lasciando solo 2 gemme per ognuno (piccoli “speroni”).
– Guyot: Scegli un solo tralcio bello dritto e robusto dell’anno scorso, lo pieghi orizzontalmente lungo il filo (sarà il produttore di quest’anno) e lasci uno speroncino di 2 gemme alla base per il rinnovo dell’anno prossimo. Tutto il resto si taglia.
Consiglio dell’ esperto
Usa forbici molto affilate e disinfettale con alcol tra una pianta e l’altra per evitare di trasmettere malattie.
• Manutenzione e Potatura estiva
Non si finisce a febbraio! Durante la crescita servono piccoli interventi:
– Scacchiatura: Elimina i germogli che spuntano direttamente dal tronco (i “polloni”) o in posti dove non serve uva.
– Sfogliatura: Verso la maturazione, togli qualche foglia intorno ai grappoli per far girare l’aria e far prendere sole all’uva (ma non esagerare se fa caldissimo, o rischi scottature).
– Cimatura: Se i tralci diventano troppo lunghi e “scappano” via, taglia le punte per concentrare l’energia sui frutti.
• Difesa e Salute
La vite è golosa di attenzioni, specialmente contro i funghi:
* Peronospora e Oidio: Sono i nemici principali. Se vedi macchie d’olio sulle foglie o una polverina bianca, intervieni.
* Trattamenti base: Per un approccio amatoriale e biologico, il rame (contro la peronospora) e lo zolfo (contro l’oidio) sono i tuoi migliori amici. Si usano preventivamente, specialmente dopo le piogge primaverili.
Consiglio dell’esperto
Non scoraggiarti se il primo anno non vedrai grappoli giganti. La vite impiega circa 3 anni per entrare in piena produzione. È una lezione di pazienza, ma il primo bicchiere (o il primo grappolo) ripagherà ogni sforzo.
2) VENDEMMIA 💛
La vendemmia è la raccolta delle uve, che si svolge fra settembre e ottobre. Può subire qualche variazione dovuta al:
• tipo di vigneto
• Alle condizioni climatiche: infatti nelle regioni più calde gli acini maturano prima
3) PIGIATURA, DIRASPATURA E TORCHIATURA 💛
• Assicuratevi che i grappoli siano maturi e privi di muffe
• La pigiatura è la pressatura degli acini per estrarre il succo d’uva, separandoli dalle vinacce ( bucce, raspi e vinaccioli ), attraverso delle pigiatrici manuali ed elettriche
• la diraspatura è la spremitura dei raspi e dei grappoli e la loro successiva eliminazione
• la torchiatura è la pressatura delle vinacce residue per ricavarne il succo assorbito
Attraverso questi passaggi otteniamo il mosto ( eventualmente si può comprare già pronto )
4) VINIFICAZIONE 💛
La vinificazione in bianco: i vini bianchi possono essere ottenuti anche da vitigni di bacca nera, eliminando dal mosto le bucce dell’ uva. La separazione delle vinacce avviene in due maniere differenti:
• Eliminando i raspi e successivamente schiacciando gli acini
• Oppure, attraverso la Sgrondatura, che consiste nel separare le vinacce dal mosto subito dopo la pigiatura, in modo che non rilasciano le sostanze coloranti e i tannini.
Il mosto lo versiamo in fermentatori in acciaio inossidabile, vetroresina o altri materiali. Incomincia la fermentazione alcolica! Avviene a circa 18-22 C°. Si procede alla svinatura, in cui si separa il vino nuovo o vino fiore dalle vinacce e dalla fecce. Travasiamo il vino fiore dalla vasca di fermentazione a quella di maturazione, facciamo depositare sul fondo i residui.

La vinificazione in rosato avviene in diversi modi:
• La vinificazione in bianco di uve rosse avviene facendo macerere le bucce con il mosto per poco tempo e poi si prosegue come per i vini bianchi
• Utilizzando la tecnica del salasso in cui si preleva del mosto di un vino rosso e viene vinificato come in uno bianco
• Attraverso dei vitigni di bacca rosa direttamente
• Utilizzando l’ uvaggio, quindi mescolando unve bianche con uve rosse
• Non si può ottenere mescolando vino rosso e vino bianco

La vinificazione in rosso avviene ad una temperatura di 25-28 c° e ha una durata di 5-7 giorni. Si passa alla svinatura, quindi separiamo il vino da vinacce e fecce e travasiamo nelle vasche di fermentazione. Il ribollire del mosto fa salire in alto le vinacce formando il cappello. È necessaria la follatura, spingilo giù due volte al giorno.
Oppure si può effettuare a cappello sommerso attraverso un diagramma forato, una specie di griglia, evitiamo la formazione del cappello. Possiamo anche ricorrere al rimontaggio: in cui si utilizza il mosto dalla parte bassa del fermentatore per versarlo nella parte alta. Il vino fiore viene sottoposto alla fermentazione lenta, che può durare da 1 a 3 mesi e la fermentazione malolattica che inizia in primavera.

5) LE FASI CONCLUSIVE 💛
Il vino ottenuto dopo la fermentazione non è del tutto completo. Infatti bisogna procedere per:
• L’ affinamento: conservare il vino nella botte di legno o acciaio
• La refrigerazione: l’eliminazione dei depositi salini, in maniera particolare dell’ acido tartarico.
• Il collaggio: una fase dedicata solo ai vini rossi. Si introduce nel vino una proteina ( colla ) che permette l’ inglobazione delle particelle presenti in esso. Quest’ operazione consente di migliorare il vino a livello di gusto e di olfatto.
• La filtrazione: per l’ ultima volta il vino viene filtrato per eliminare eventuali residui.
6) IMBOTTIGLIAMENTO 💛
Il momento conclusivo è finalmente arrivato! L’ imbottigliamento. Di solito si imbottiglia in primavera quando il vino diventa più limpido. In questa fase curiamo particolarmente:
• L’ igiene: laviamo e sterilizziamo le bottiglie con attenzione.
• Il tappo: scegliamo fra quelli in sughero o i tappi a corona
7) CHECK-LIST DELL’ ATTREZZATURA ESSENZIALE 💛
• Rifrattometro per misurare il grado zuccherino dell’ uva
• Mastello / Tino per la fermentazione iniziale
• Damigiane per la maturazione
• Detersivo per la sanificazione
8) LE PROPRIETÀ ORGANOLETTICHE DEL VINO E LA TABELLA NUTRIZIONE 💛
profumi, colori, consistenze e sensazioni al palato — sono un piccolo laboratorio sensoriale racchiuso in un bicchiere. Il colore racconta l’uva e la sua storia, il profumo apre un ventaglio di note che vanno dalla frutta alle spezie, mentre il gusto intreccia acidità , morbidezza e struttura in un equilibrio sempre diverso. Concedersi ogni tanto un bicchiere significa regalarsi un momento di attenzione: rallentare, ascoltare ciò che si ha nel calice e ciò che si sente dentro di sé. È un gesto di cura, più che un’abitudine, perché trasforma un sorso in un’esperienza che coinvolge memoria, sensi e piacere consapevole.
– Calorie: 70–85 kcal Â
– Carboidrati: 0–3 g (quasi tutti zuccheri) Â
– Zuccheri: 0 g nei vini secchi, fino a 20 g nei vini dolciÂ
– Proteine: 0 g Â
– Grassi: 0 g Â
– Sodio: ~5 mg Â
– Alcol: 10–15% vol (principale fonte calorica)
CONCLUSIONE 💛
Fare il vino è un arte, richiede tempo e costanza, ma la soddisfazione di dire: ” Questo l’ ho fatto io… ” Non ha prezzo! Se la guida ti è piaciuta lascia un commento!